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LE PRIME SOCIETÀ PER LA CREMAZIONE

A seguito della costruzione del primo tempio crematorio in Italia, nel 1876 nacque la Società milanese di cremazione. Ne furono promotori il senatore Malachia De Cristoforis, il dott. Gaetano Pini, il professor Giovanni Polli, Celeste Clericetti, Osvaldo Lazzati, Giovanni Sacchi, Giulio Mylius e Giuseppe Pozzi.

Negli anni successivi sorsero Società di Cremazione (So.Crem) in diverse zone d’Italia, fino ad arrivare a 36 città dotate di forno crematorio. L’ascesa del regime fascista e la sua alleanza con la Chiesa Cattolica, però, portarono successivamente alla riduzione delle Società di Cremazione a una ventina.
L’attività propagandistica della Società milanese di cremazione si estese in Italia e all’estero, attraverso articoli su giornali politici e medici, bollettini, pubblicazioni tecniche,  riunioni popolari, conferenze.

Il 12 settembre del 1880 il “Congresso Internazionale di igiene” di Torino tenne una seduta speciale a Milano, al fine di assistere a esperimenti di cremazione e di fondare una “Commissione internazionale” in accordo con la Società milanese. In quell’occasione fu adottato il termine “cremazione” invece di “incinerazione”. Erano rappresentate 14 nazioni (Italia, Francia, Belgio, Germania, Russia, Inghilterra, Svizzera, Spagna, Portogallo, Austria-Ungheria, Olanda, Romania, Grecia, Egitto), i cui delegati votarono una mozione a favore della regolamentazione, da parte degli Stati, della cremazione, e della possibilità, da parte degli eserciti, di effettuare la cremazione dei morti sui campi di battaglia attraverso apparecchi speciali trasportabili.

Il primo congresso delle Società italiane per la cremazione si svolse a Modena nel 1882. Erano presenti 24 Società, che approvarono l’istituzione e lo statuto della “Lega delle Società italiane per la cremazione”. Furono nominati presidenti il sen. prof. Giovanni Cantoni e il sen. dott. Malachia de Cristoforis.